Annalisa Arena, lo sguardo verso il futuro

Una passione, la storia di Annalisa Arena narra un inizio fantasioso, quando sin da piccola si immaginava in situazioni diverse all’interno dei giochi

Il teatro. arriva tutto per un susseguirsi di cose, a dieci anni scopre il teatro e capisce che le piace stare sul palco e immergersi nel personaggio.

Cosa cerca di far reperire?

La verità

Si può definire un modo per esternare il mondo ?

È un modo “camuffato” per esternarlo; fingendo di essere dentro un personaggio, si può dire tanto del mondo che abbiamo dentro. Ma non è solo una questione di sfogo interiore.

Quanto è importante il livello visivo e l’espressione ?

La luce e i colori influenzano molto le nostre emozioni. L’armonia estetica può farci sentire bene e i difetti possono invece dare maggiore impressione di verità.
Tramite un cambio espressivo si può apparire più giovani, più vecchi, ingenui o decisi, belli o brutti, è tutta una magia, e va applicata, non bisogna vergognarsi.

A livello di composizione e scrittura, quanto le è venuto difficile all’inizio imparare testi a memoria ?

Iniziai da piccola ed imparai subito le basi per una buona memoria: ripetizione, ripetizione, e ripetizione. Crescendo ho imparato anche ad ultizzare più l’emotività e memorizzare i testi in breve tempo. Quando una cosa ti piace, non hai difficoltà ad impararla.

Pensa che non aver più una persona a fianco importante, le abbia dato la forza di poter raggiungere i propri obiettivi ?

No, anzi, inizialmente mi aveva completamente atterrata. Ed ho difficoltà a parlarne.
Ho iniziato a lavorare come attrice a 21 anni ed ho perso mio babbo a 24. Quindi ho avuto bisogno di un momento per riprendermi.
Anche se sembravo molto forte, ero lacerata dentro, e nonostante in un primo momento non volessi mollare i miei obiettivi, dopo ho ritenuto più saggio prendermi una pausa e lasciare un po’ andare gli eventi.
Non sono passati ancora due anni, ma è da poco che riesco a lavorarci su ed aprirmi di nuovo a tale dolore, non è facile.
Gli attori lavorano coi propri dolori, ma quando è così fresco e improvviso, l’effetto è quasi contrario. Prima lavoravo con altre sofferenze, ora ho dovuto reinventarmi e creare un altro bagaglio emotivo. Ci sto ancora lavorando su. Non riesco a parlarne più di così.
Come persona invece sono diventata molto più grata e gioiosa della vita e, possibilmente, mi piace trasmetterlo agli altri.

Quale è il suo rapporto con la psicologia ?
Le è utile nel suo lavoro ?

Leggere libri di psicologia è una fonte di crescita e ispirazione, nonchè ne sono molto curiosa. Approfondisce la conoscenza di me e degli altri, fondamentale in questo lavoro, quando recito poi lascio andare tutto come se non sapessi niente.

Ma Annalisa in questo momento come si sente

Bene. Ho imparato che stare bene non significa stare sempre bene. Sono molto fortunata, ho tanto dalla vita e di questo ne sono grata. Vivo il presente nel momento e nel luogo in cui sono.
Ci sono ancora tante cose che vorrei imparare, migliorare e incrementare, ma so che alcune cose non possiamo controllarle ed altre vanno coltivate e curate ogni giorno, poi si raccolgono i frutti. Ci vuole pazienza. Sto crescendo.