Elena Bissolati, il talento della pista Italiana

Elena Bissolati è un giovane talento italiano con una spiccata dedizione verso la pista, dove riesce a trascorrere e descrivere la propria energia al meglio, è un po come un airone che cerca di volare.
tramite le competizioni riesce a descrivere la sua personalità e il suo modo di essere risulta indelebile
il ciclismo per lei sin da bambina è una forte passione che nasce grazie al fratello Marco.

Quanto è stata importante a livello motivazionale la convocazione in nazionale?

La mia prima convocazione ricordo che è avvenuta quando ero ancora allieva,è stato un motivo di orgoglio e da allora è sempre un piacere e un onore poter rappresentare la mia nazione nel ciclismo su pista.

Quando è arrivata la decisione di dedicarsi totalmente alla pista e perchè?

la decisione di dedicarmi completamente la pista è avvenuta dopo il passaggio dalla categoria donne juniores alla categoria massima ovvero donne elite. Le salite non sono mai state il mio forte al contrario degli sprint, e a maggior ragione per fare la velocista su pista bisogna dedicarsi completamente alla specialità perchè si tratta di sviluppare la forza massima in secondi di gara. Ovvero abbinare allenamenti di palestra agli allenamenti in bici/pista.

Quanto pensa che il movimento ciclistico femminile sia cresciuto negli ultimi anni ?inserita

Penso che il movimento ciclistico femminile sia cresciuto,anche se per il settore di velocità su pista ci sono delle difficoltà. Io stessa fatico a rimanere nel movimento in quanto mi alleno in solitaria.

Il 2020 le ha regalato una soddisfazione al campionato italiano, ma l’europeo ? se lo aspettava ?

Si il 2020 mi ha regalato la vittoria tricolore nel keirin, mentre per l’europeo sapevo che la condizione era ottimale, sono riuscita a centrare la finale 1-6 posto sempre nel keirin, anche se però un rammarico di un podio è rimasto.

la maglia azzura è sempre la maglia azzurra, rappresentare la propria nazione dà sempre uno stimolo in più ad ogni competizione ed è sempre emozionante.

Il ciclismo pensa che si possa definire arte ?

più che arte definirei il ciclismo spettacolare, soprattutto tutte le specialità della pista in quanto sono stimolanti sia per l’atleta che per lo spettatore.

Per finire, pensa che la sua crescita sia costante e continui in vista dei prossimi appuntamenti ?

Il mio obiettivo è quello di continuare, sperando di essere sempre più competitiva ad alti livelli anche se ribadisco la difficoltà di raggiungere una buona preparazione vista la carenza di frequentazione in un velodromo(in quanto il velodromo di Montichiari è chiuso per lavori)