Eric Veneziano e quel filo che lo lega all’arte

Cosa vuoi fare da grande? E’ una domanda che viene posta spesso, ma tante volte non si ha una risposta certa, il giovane classe 93’sin dai primi anni ha le idee chiare, vuole fare il regista e a ogni domanda risponde così.
La passione, quella che lo contraddistingue sin da subito e durante le ore didattiche dedicate alle visione dei film il giovane pone sempre una particolare attenzione facendosi poi comperare il DVD in seguito per vedere il backstage presente all’interno della pellicola

Cosa cerca di far trapelare tramite le sue creazioni?

In ogni mio lavoro c’è una parte di me stesso, da una gioia ad un dolore.
Nel mio ultimo film “The Tape” in uscita quest’anno su una nota piattaforma che tutti conoscete. Ho deciso, con l’aiuto del mio collega Gabriele Bortolato, di inserire un attrice transgender (Cristina Bugatty) come madre di famiglia e donna biologica nel film.
Ad oggi una persona transgender viene ingaggiata solo per fare ruoli da trans, drogata o una donna di serie B.
Cerco di rendere normale quello che dovrebbe essere già normale.


Si può definire un modo per esternare la sua personalità ?

Mi ritengo una persona Difficile.
Ad oggi intorno a me ho poche persone e fidate perché un carattere molto difficile da prendere. Ci sono giorni in cui mi piace isolarmi da tutti e dal mondo per pensare.

E anche esternare il mondo?

Qui entriamo in un discorso che non basterebbero le righe datemi a disposizione.

La produzione di un film non è mai semplice, ma cosa cerca di fare quando le viene assegnato un lavoro?

Controllo delle emozioni ma sopratutto cerco di mantenere lo status quo della troupe.
Se la tua squadra vede che il regista è stressato, alterato o non c’è la fa più in automatico ricade su di loro.
Sul set i problemi sono all’ordine del giorno, avere una mente ludica, lasciare i problemi fuori dal set aiuta moltissimo per avere sempre a portata di mano un ottimo Problem Solving.

Pensa di essere scaramantico?

No, mai stato. Forse dovrei però, ultimamente me ne capitano spesso una dietro l’altra. Chissà…


Con il nuovo lavoro blu come i tuoi occhi, quale messaggio vuole far arrivare?

La comunità ci ha imposto che due persone dello stesso sesso possono essere amici oppure omosessuali. Se sono molto amici e la loro amicizia diventa “amore fraterno” viene in automatico etichettata come “quelli sono gay”.

Pensa sino ad ora che possa definirsi la sua migliore composizione?

Vi dico una cosa, una volta che un mio lavoro viene terminato lo guardo nel momento dell’uscita e poi non lo apro più. Non so perché ma non riguardo mai ciò che faccio una volta diventato pubblico.

Ecco, si perchè composizione? Penso che le sue si definiscano opere

Grazie mille, penso solamente di essere un ragazzo a cui piace fare il proprio lavoro non mi sento un artista che crea un opera ecco. Le opere sono nei musei

Ma quale è il suo rapporto con il cinema?

E’ come l’ostia e il vino per il Sacerdote, senza non posso fare nulla. E’ il mio motore quotidiano.
Molti nella vita anno un piano B, io non ho un piano B. Ho sempre voluto fare questo nella vita.

A livello personale è legato a altre culture?

Attraverso musica e cinema, ho scoperto nuove culture, mi piace studiarle e approfondirle. Ma una a cui tengo particolarmente è il Buddismo. Perché è una filosofia di vita non un percorso spirituale da seguire.

E cosa ne pensa delle discriminazioni ?

Ci saranno sempre, non esisterà un mondo senza discriminazioni o bullismo, quello che possiamo fare noi, sicuramente, è l’informazione che viene data scuola e far capire che è sbagliato etichettare o discriminare una persona perché è diversa da noi.
Siamo tutti diversi questo è proprio questo il bello.
Vi immaginate un mondo dove tutti si vestono uguali o ascoltano la stessa musica o fanno le stesse cose?
Ammazza che noia, viva la diversità.

La semplicità lo delinea regista, persona e sognatore

Spolier, anteprima chiamatela come volete
del nuovo quadro dipinto da Eric
Blue come I tuoi occhi