Flavia Daniele, le analogie fotografiche

Un connubio di emozioni e amore quello i Flavia Daniele. la passione verso la fotografia nasce alla fine del liceo quando inizia a pensare a un percorso di studio universitario essendo sempre stata a contatto con l’arte.

Sin da piccolina coltiva la passione per il disegno e la pittura, divertendosi a creare delle piccole collezioni di gioielli, per questo all’inizio la scelta universitaria era più rivolta a un corso di studi di product designer,è stato dopo l’open day del corso di fotografia alla RUFA che decise quale sarebbe stato il suo percorso artistico.

Cosa significava all’inizio per te fotografare?

Inizialmente la mia fotografia si basava su storie che inventavo o che reinterpretavo. Ora sono più concentrata su una ricerca visuale che non lascia trapelare un significato palese ma lascia allo spettatore la possibilità di coglierne l’essenza.

Sicuramente la fotografia è il mezzo che riproduce più fedelmente la realtà rispetto ad altre forme d’arte, ma non sono d’accordo sull’idea che la fotografia sia un modo per rappresentare il mondo così com’è. Bisogna sempre prendere in considerazione due fattori importanti per questa tesi: il primo è che la foto riproduce solo una porzione di un contesto e quindi la nostra conoscenza di quella realtà è superficiale e attinge a quell’unico frammento. Il secondo fattore si basa sul fatto che la fotografia come forma d’arte, è un’interpretazione della realtà attraverso gli occhi dell’artista e per quanto possa raffigurare fedelmente i colori e le luci, rimane comunque un’elaborazione dell’artista.

Quali sono le differenze che hai notato tra gli USA e l’Italia ?

A livello culturale USA e Italia sono profondamente diverse anche se ad un primo impatto possono sembrare simili. La cultura americana, e posso parlare in particolare della cultura New Yorkese, è variegata, ha mille volti è mille culture diverse che ne creano questo meraviglioso melting pot dove un’unica società ne racchiude altrettante. La cultura italiana d’altra parte elogia la bellezza e il gusto, è stabile e impermeabile ad un cambiamento repentino e spesso lascia come contorno le altre piccole culture che sono presenti sul nostro territorio.

Nei tuoi piani c’è l’idea di cambiare definitivamente paese ?

Al momento non ho cambiato definitivamente paese ma è nei miei piani sicuramente. Sono sempre stata una persona della mentalità aperta è viaggiare mi ha aperto ancora di più a nuovi stimoli e tantissimi punti di vista che mi hanno aiutato a sviluppare la mia estetica. Ho viaggiato per lo più da sola in questi anni, soprattutto in giro per l’Europa , e questo mi ha spinta a conoscere persone da
tutto il mondo, da artista posso assicurare che questo è uno dei modi migliori per essere sempre
ispirati e aspirare ad una ricerca artistica sempre più profonda.
Al momento non penso di avere un lavoro preferito o di cui vada più fiera. Sono un’eterna
insoddisfatta e perfezionista. Amo i miei lavori ma sono dell’idea che il lavoro di cui andrò più fiera è
quello che ancora non ho fatto.

E ora cosa è cambiato?

I primi tempi che scattavo ero molto prolifica e ansiosa di scattare sempre in qualunque condizione.
Ora sono molto più ponderata e cerco di scattare quello che davvero penso possa rappresentarmi.
Certamente la fotografia è una forma d’arte. La diffusione e la facilità di poter avere un mezzo fotografico, non significa che la fotografia abbia meno valore come forma artistica. La macchina fotografica è solo un mezzo e la mente del fotografo che crea l’immagine. Tutti abbiamo la potenzialità di diventare degli artisti, si può essere propensi o meno ad una determinata espressione
artistica ma sicuramente non è il mezzo che definisce l’artista.