Il filo che unisce Claudia Morandini al ciclismo

Un connubio di emozioni e sensazioni, la semplicità unita alla bellezza e a l’arte

La storia di Claudia Morandini danza su un velo e si muove in modo lineare, la conduttrice televisiva e giornalista descrive a pennello e tinge la tela ogni volta che si presenta, un connubio di amore verso il propio lavoro e la passione che l’ha vista protagonista in passato con addosso un paio di sci prima del suo ritiro nel 2008
Le tre ernie al disco non le hanno dato tregua e possibilità di poter continuare la sua carriera nonostante lei si sentisse bene a livello mentale, il dolore era troppo e se non sei al 100% in coppa del mondo non puoi dimostrare il tuo potenziale.

Sono stata una buona atleta,non una fuoriclasse, lo sci mi ha insegnato a vivere

Come riesce a condurre la sua vita tra i mille impegni ed essere mamma

E’ questione di organizzazione, la mia vita è come un puzzle, piani A e piani B, a volte piani c. Cerco di stare con i bimbi quando finiscono la scuola, stacco dal lavoro quando posso, e cerco di incastrare tutto senza togliere nulla a loro. Credo che ognuno debba lavorare su obiettivi personali per sentirsi completo.

Quanto è stato difficile all’inizio convivere con Matteo ?

Nessuna difficoltà, sono stata atleta, la vita in una valigia, plus, non mi sono mai fermata più’ di un mese nello stesso posto, eravamo uguali, quindi sapevamo come vivere insieme.

Distanti ma uniti, quanto è difficile gestire la relazione

La nostra vita è cosi’, ci piace condividere i nostri lavori e i nostri impegni. Matteo Sa che io sono vicina ai bimbi ma pur sempre impegnata nel realizzare i miei progetti, entrambi stiamo lavorando per realizzare degli obiettivi, non pesa la distanza, condividiamo i momenti importanti insieme, ci confrontiamo su tutto, non ci stufiamo mai, siamo un team, questo ci rende forti.

Tornando a lei, quanto sta con la sua famiglia sugli sci e quanto ha trasmesso questa passione ?

Nella pancia già’ credo, certe cose arrivano subito. Vivendo a Monaco non li posso mettere sugli sci tutti i giorni, come sono cresciuta io. Cerchiamo di cogliere tutti i momenti possibili per stare sulla neve, durante le vacanze scolastiche siamo sempre in Valle di Fiemme. Li’ possono sciare. Non diventeranno dei campioni ma amano stare sulla neve, il mio habitat naturale, questo mi basta e mi riempie di gioia passare le giornate a sciare con loro.

l’evento del 28 novembre ha portato tanti pro, ma come è nata l’idea ?

E’ nata durante il lockdown, in un momento dove forse si pensa più’ agli altri e non a se stessi, alle future generazioni che hanno vissuto l’infanzia cosi’ difficile in un momento complicato. Abbiamo pensato di fare del bene attraverso le nostre vite coinvolgendo la città in cui viviamo e i tanti sportivi che sono persone stupende, uomini, padri e poi atleti. Abbiamo deciso di unire le forze e far crescere questo progetto che ha come fine il creare un futuro migliore, soprattutto per i bimbi, che saranno i nostri adulti un domani. L’educazione allo sport è fondamentale.

Quali sono i suoi obiettivi personali

Continuare ad essere un buon riferimento per i miei figli e per la mia famiglia , continuare a crescere nel mio lavoro divertendomi. Le mie soddisfazioni personali mi rendono una persona serena e pronta a dare il meglio di me. Mi metto in discussione, analizzo, non mi accontento, vado avanti.

Quanto è soddisfacente il suo lavoro?

Mi definirei sempre in crescita. Ho 40 anni, voglio, a 80 anni, ascoltare e imparare ancora, c’è sempre qualcosa su cui migliorarsi, non ho l’arroganza di sentirmi realizzata, ma la consapevolezza di poter sempre cogliere qualcosa per crescere. La curiosità ti rende una persona più’ ricca. Mi definirei una curiosa creativa. Mamma, compagna e donna equilibrata tra famiglia, lavoro e sogni.