La fotografia vista da un’altra prospettiva, Alessio Satta si racconta

Oltre l’obbiettivo, oggi vi raccontiamo la storia di Alessio Satta fotografo Sardo, cresciuto con un forte amore verso il mare, i tramonti e la natura colei che l’ha circondato durante la sua vita.
Nel 2016 si avvicina al mondo fotografico sperimentando nel tempo diversi stili fotografici cercando la propria strada e cercando di rappresentare la bellezza della spensieratezza nei momenti di vita quotidiana.
Fino al 2020 in lui non scatta un senso di necessità di esprimere la propria passione e farla divenire un lavoro, ma, poi… qualcosa cambia, la passione cresce smisuratamente, cerca di leggere libri dedicati alla fotografia e in quei momenti sente l’esigenza e capisce di poter imparare il più possibile.
Prendendo così coraggio e contattando le prime modelle cercando di fotografare qualcosa di “diverso” che lo potesse divertire, scopre che scattare lo rendeva felice, una libertà di espressione lo ha avvolto e portato con se

Come definiresti il tuo modo di scattare

Sono molto influenzato artisticamente dagli anni ‘90, a mio parere gli anni migliori in ambito fotografico, la sensazione di scattare in analogico è impagabile per me, è sempre un’emozione sviluppare il rullino, trovo straordinaria la spontaneità di ogni scatto che è unico e irripetibile. Per questo motivo ho scelto uno stile molto vintage.
Anche se scatto in digitale cerco sempre di riprodurre l’effetto della pellicola. Ogni scatto così ha quel non so che di romantico, nostalgico, credo che arrivi dritto all’anima dell’osservatore.

Viaggiare tanto ti ha dato la possibilità di conoscere nuovi luoghi, ma per il fattore umano cosa ti ha dato ?

Viaggiare credo sia una delle cose più speciali del mio lavoro. Ogni volta che vado in una città diversa mi piace osservare. Ho un occhio molto attento nel percepire ciò che mi circonda, ma ciò che suscita il mio interesse difficilmente è l’attrazione principale, a me piace guardare i margini del mondo, cose a cui nessuno fa più caso, gli angoli della città nascosti, i passanti che mi circondano, mi piace cogliere l’anima delle persone. Tutti noi abbiamo una storia da raccontare, io cerco di raccontare la mia tramite la fotografia.
Nel 2019 ho fatto un viaggio, penso il migliore della mia vita fin ora, ero a New York, dall’altra parte del mondo eppure era come se fossi a casa, ho percepito come avessi modi totalmente diversi di vedere il mondo e davanti a ciò non mi sono sentito a disagio, ho voluto insediarmi in silenzio nella vita di un americano qualunque, mentre le loro vite andavano avanti io scattavo, mille foto, mille momenti che agli occhi di qualcuno potrebbero risultare inutili eppure mi hanno fatto vedere il mondo con occhi diversi, da un punto di vista meno superficiale.

Cosa cerchi di portare alle persone con i tuoi scatti ?

Spontaneità. Spesso mi ritrovo a scattare con ragazze che non sono modelle di professione e sinceramente la trovo una sfida. Mi piace che chi guarda le mie foto pensi che siano sempre spontanee e riesca a percepire un sentimento, delle emozioni.
Il fatto che scelga quasi sempre ragazze comuni rende ancora più magico il risultato, perché fa capire a chi osserva che non è per forza necessaria l’esperienza per essere fotografati, l’espressività e la voglia di raccontare un sentimento è l’unica cosa che conta davvero per me.

Quale rapporto hai con il mare ? E perché lo raffiguri in diverse foto

Sono nato in Sardegna, è tutta la vita che vivo circondato dalla natura, paesaggi stupendi e le spiagge più belle al mondo. Questo mi ha fatto crescere con un legame profondo alla mia terra. Il mare per me è un luogo di conforto, di relax, se ho una giornata difficile è lì che vado. È un posto magico per me, il suo rumore, la sua forza, mi dà una profonda sensazione di benessere. E poi il blu è da sempre il mio colore preferito!

Prima della delineazione di un set, quante idee butti giù e come cerchi di disporle ?

La creazione di un set è soggetta a molti fattori. Location, particolarità di chi ritraggo ma anche e soprattutto l’emozione che provo in quel momento. Come ogni artista il mood fotografico é molto influenzato dal mio umore.
Solitamente creo una moodboard per ogni soggetto e poi lo mostro al/alla modello/a lasciando comunque libertà di espressione a chi scatta con me. Creare un’atmosfera confidenziale dove ognuno si sente libero di esprimere il proprio essere secondo me è il modo migliore per fare un ottimo lavoro.

Ferma il tempo per un secondo, cosa ti ha reso più felice negli ultimi tempi ?

Non ho un ricordo che spicchi più di altri. Ho veramente tanti ricordi felici. Sono un ragazzo molto semplice. Ricordo con estrema felicità gesti quasi scontati, come una carezza di mia madre dopo una giornata faticosa. Mi sento molto grato per tutto quello che ho e se ci penso mi rendo conto che ho la mia famiglia, l’amore, gli amici e una passione che mi dà tanta soddisfazione, cosa potrei desiderare di più?

Sei là dimostrazione che con anche una Minolta si possono raggiungere i propri obbiettivi, ma tu da fotografo e persona quanto pensi sia stato fondamentale l’occhio e la creatività

Lo strumento con la quale si fotografa é soltanto un mezzo. Si possono fare degli scatti stupendi anche con uno smartphone oggi giorno. L’occhio e la creatività sono ciò che fanno la differenza tra il professionista e l’amatore.
Credo che il talento sia una grande base da cui iniziare ma che non sia tutto, le qualità che servono per essere bravi si possono acquisire anche con tanto tanto studio, passione e dedizione, basta solo volerlo.