L’arte incontra la realtà, la storia di Luigi Mansi

Arte,è tutto ciò di cui non possiamo fare a meno, non c’è una definizione ben definita ma solo una modo per poterla trasmettere e implementarla nelle nostre vite tramite anche solo un singolo gesto, la storia di Luigi Mansi parte dai primi anni di vita quando grazie all’amore nato verso il disegno riesce a trasmetterlo sin dalle elementari e capisce di avere una marcia in più rispetto agli altri.
Con gli anni perde il segno, ma non il sogno,alle superiori affronta un percorso informatico che gli darebbe la possibilità sicura di lavoro, ma, ritorna sui suoi passi e capisce che il disegno può essere inserito anche nei tatuaggi e che il connubio può riuscire.

Luigi sei specializzato in ritrattistica, cosa cerchi di trasmettere con ogni tattoo

Anche quando disegnavo da bambino, ho sempre avuto un approccio realistico. Realizzavo volti di personaggi famosi: dai cantanti ai calciatori. Quindi semplicemente ho trasferito quello che illustravo dalla carta alla pelle.
Cerco di trasmettere sicuramente la personalità di quel personaggio ritratto, molte persone si tatuano personaggi di serie tv e film, perché magari cercano di paragonare il loro carattere e il loro modo di fare a determinati personaggi.

Ma ogni tatto ha un quadro a se, quanto è stato importante il tuo cammino sino ad ora ?

Sicuramente ho fatto un percorso lungo e complesso, rispetto al percorso che fanno i neo tatuatori di oggi.
Oggi con l’online c’è possibilità di imparare da chiunque in pochi click.
Prima era diverso, i tatuatori erano molto gelosi del proprio lavoro, ed era difficile imparare, quindi bisognava sbagliare e capire dove era l’errore per migliorarsi.
Quindi sicuramente questo percorso intenso, mi ha permesso di frae la differenza oggi.

Come descriveresti il tuo lavoro ?

E’ un lavoro complesso, non solo per il fatto che non puoi sbagliare e non si può tornare indietro, ma è un lavoro che ti richiede competenze in molti settori per arrivare ad affermarsi nel mondo del tatuaggio.
Bisogna essere tatuatori, disegnatori, grafici, avete competenze nell’informatica e nel mondo digitale, nel mondo del marketing ecc..ecc.. il connubio di tutte queste conoscenze ti porta ad affermarti in questo mondo.
E gestire tutte queste cose insieme è molto complesso, soprattutto all’inizio.
Ma sicuramente è un lavoro che quando si arriva ad un certo livello, ti da tantissime soddisfazioni.


Quanto la tua personalità pensi incida ?

Come risultato qualitativo si.
Ma all’interno del significato di un tatuaggio no.
Personalmente cerco di distaccarmi sempre dal significato per potermi dedicare il 100% alla tecnica e alla grafica.
La mia personalità la inserisco quando creo dei progetti inediti personali che ogni tanto propongo ai clienti.

La creatività che riporti pensi sia comune della tua vita ?

In realtà no.
Mi ritengo una persona abbastanza “Comune” e non mi comporto da creativo nella vita quotidiana.
Riesco a scindere bene le due cose.
Quali pensa siano le difficoltà più evidenti nel realizzare un ritratto come quello di reeves
Sicuramente la somiglianza in un ritravo è cruciale.
Poi sicuramente le zone più difficili di un ritratto sono barba e capelli, anche se ad oggi è la cosa che mi riesce con più facilità, perché ho trovato un metodo per riprodurli nella maniera più fedele possibile all’originale.

Oltre l’arte cosa ami fare ?

Amo il cinema, seri tv ed anime (E’ per questo li ripropongo costantemente nei miei tatuaggi), e la pallacanestro che ha fatto parte di tutta la mia adolescenza fino all’età di 21 anni.
Oggi sicuramente viene trascurata a causa del mio lavoro, ma non smetterò mai di ringraziarla, come ho già detto, mi ha formato come persona e come professionista.
Ogni tatuaggio ha il proprio viaggio, ma quale pensa che sia stato il miglior fino ad ora
Impossibile riconoscere il migliore.
Sicuramente il tatuaggio di più successo mediato è stato Reeves e Walter White di Breaking Bad.
Quindi mi accodo alle preferenze del pubblico social e ti dico quei due!