Leonardo Zenere e la moda, il collegamento della vita

Leonardo Zenere è una persona umile con i piedi saldi per terra con una forte dedizione verso la scrittura e verso l’imprenditoria, nasce tutto, quando la necessità di espressione non è abbastanza profonda e il giovane Arzignanese trova se stesso dopo un brutto periodo e decide di ricercare nuove ambizioni e nuovi traguardi “Blue come i tuoi occhi” ne sarà la dimostrazione.

Leo come va con la casa di produzione ?

Ho aperto anche una casa di produzione cinematografica, diciamo che questo grande spirito imprenditoriale mi è sorto dopo un brutto periodo, avevo bisogno di un contesto che mi distraesse completamente, cosi iniziai con il brand, poi quando le cose vanno bene, “una tira l’altra” si dice cosi no?! (ride), e sto creando in continuazione nuove realtà che possano ampliare il mio portafoglio imprenditoriale.

Cosa cerchi di trapelare?

Mah dire al vero sono in estremo conflitto tra le mie idee e il mondo circostante, con ciò che faccio cerco di dire la mia e dar voce alle mie idee, ricordo ancora molte delle felpe che ho creato, mi piaceva idealizzarle con frasi positive, o degli ossimori che intrigassero le persone, mettevo briciole di me in ogni capo, è stato cosi anche con il film appena girato, ho cercato di prendere degli spunti del mio passato e ricreare una storia che possa aiutare molti giovani.

Può definire un modo per esternare il suo mondo?

Se s’intende il mio mondo è molto difficile, sono una persona veramente abbastanza complicata e molto selettiva, a volte sono estroverso a volte introverso, se devo pensare ad un pregio penso all’estrema generosità, mentre se penso ad un difetto, mah.. penserei che non sopporto non avere il controllo delle situazioni che mi riguardano, devo sempre capire tutto, e avere tutto sotto controllo, a livello imprenditoriale è una cosa che mi ha aiutato molto, ma nella vita giornaliera non è semplice da gestire.



Credi che questo tuo comportamento possa averti aiutato ad avere ottenuto tutto ciò a 21 anni?

Si, sono veramente molto selettivo con le persone con cui sto e non sono per nulla una persona scontata, questo è stato fondamentale, anche il bisogno di aver ogni situazione sotto controllo mi ha permesso di vedere cose che probabilmente se non avessi questo carattere non avrei notato.
Pensi di essere riuscito a far trapelare la tua persona a 360 gradi?
E’ ancora troppo presto, credo di non conoscermi nemmeno io ancora a 360 gradi (ride), spero prima di tutto di riuscire a capirmi io, e poi magari proverò a far trapelare chi sono veramente, per ora l’unico scopo è dar voce alle mie idee.

Parliamo di “Blu come I tuoi occhi”, per te cosa ha significato?

Diciamo che interiormente per me è stato un po’ chiudere un cerchio aperto da molti anni, una sorta di rivincita interiore che mi ha aiutato molto, mentre esteriormente spero sia un prodotto che possa aiutare molti giovani, e sopratutto anche molti adulti a comprendere i loro figli in situazioni che non sempre sono tra le migliori, credo sia un film molto difficile da capire, ma allo stesso tempo credo sia un prodotto molto empatico.

Quindi tu sei il produttore del Film?

Si, oltre che il produttore, sono l’ideatore della storia, o in termine tecnico del “Soggetto”. Il regista è Eric Veneziano, un mio grande amico, mentre i due protagonisti sono Andrea Ciancimino e Thomas Camorani.

Tratta di argomenti molto toccanti e diretti, pensi sia stato d’aiuto per te e per la tua crescita personale?

“Blu come i tuoi occhi” in maniera totalmente indiretta tocca argomenti molto delicati, è vero, la morte di un genitore per il protagonista, il conoscersi, l’odio, l’amore e la confusione, il perfetto racconto dei giovani e delle loro incomprensibili cattiverie, forse a volte nascoste da un velo di grosse insicurezze e paure, ma ciò nonostante possono ferire duramente. Creare e portare a termine questo progetto mi ha fatto crescere in una maniera assurda, lo dico veramente, a prescindere dalla difficolta imprenditoriale nel dirigere un set e molti professionisti a soli 21 anni, intendo proprio a livello emotivo e di esperienza, ho imparato moltissimo.

Non si è ancora molto capito, il prodotto parla di due ragazzi protagonisti molto legati tra di loro, tocca in parte anche tematiche gay?

Assolutamente no, è un prodotto che vuole far concepire tutt’altro, sicuramente i protagonisti erano molto legati se pur in maniera tossica, ma non per forza devono venire etichettati come gay, anzi è proprio uno dei messaggi che il prodotto vuole sdoganare. Viviamo in una società nella quale ogni nostro comportamento dev’essere per forza associato ad un’etichetta, con il tempo voglio provare a sdoganare questo sistema.

“Blu come i tuoi occhi” si può anche definire uno sfogo di un dolore avuto negli anni?

Sicuramente l’idea nasce da diversi momenti nel passato, dal dolore che determinate persone possono farti provare, quindi si, ma allo stesso tempo le ringrazio altrimenti senza di esse oggi non avrei creato questo film o non starei facendo ciò che faccio, spero in un futuro di potergli dire, forse, anche grazie.

La creazione del tuo brand pensi che abbia fatto trovare invece stimoli diversi da quelli che hai trovato sul campo durante il mediometraggio?

Sicuramente, sono due mondi diversi, creare un film è molto più impegnativo di creare un capo, ma ciò che unisce questi due mondi è la voglia di comunicare qualcosa, indossare un determinato capo con una determinata scritta o guardare un determinato film implica sempre la voglia di comunicare qualcosa. Per me è un modo indiretto per parlare.

Sei molto giovane e le cose ti stanno andando molto bene, che rapporto hai con gli haters?

Fa parte del gioco, se lavorassi normalmente come tutti i miei coetanei o facessi l’università sarebbe normale che non avrei nessuno contro, credo faccia parte del gioco, alle persone da molto fastidio chi ci prova e magari ce la fa.
Sono pero ancora abbastanza sensibile al giudizio, anche se sono migliorato moltissimo, qualche settimana fa mi hanno mostrato un gruppo dove un ragazzo per sfottere ironizzava dicendo “Sarà il nuovo tarantino..”, subito mi chiesi il motivo per il quale una persona che non conosci o non vedi da anni debba denigrarti, cosa si mette in tasca facendo così? Però non c’è risposta ai comportamenti assurdi che hanno le nuove generazioni, quindi ci fai una risata e vai avanti, sperando che il futuro possa migliorare questa nuova generazione, fatta per la maggior parte da “persone sedute che criticano”.

Ad oggi la creatività è parte di te, pensi che il tuo cerchio artistico si sia appena aperto?

Credo di si, mi ritengo molto creativo in ciò che faccio, più che altro amo pensare molto; sono una persona che si annoia facilmente e ho sempre bisogno di nuovi stimoli quindi probabilmente tra dieci mesi starò facendo altro, ma sicuramente avrò sempre a che fare con la creatività.

Ti ritieni più imprenditore o più artista?

Non saprei risponderti, avendo vent’anni non so ancora dove mirerò, vengo da una famiglia di imprenditori, ed io amo l’arte, non saprei credo che la frase migliore sia quella riportata da Edoardo Sylos sul quotidiano Il Giornale, che diceva: “Leonardo ha dimostrato di avere tutti i requisiti per entrare e far parte di quella ristretta cerchia di creativi che sanno anche guardare attraverso la finestra, con gli occhi dell’imprenditorialità.”

“Blu come i tuoi occhi” è stato il tuo ultimo progetto, cos’altro hai in mente per il futuro?

Ad oggi presenteremo il mediometraggio a moltissimi festival nazionali e internazionali, per poi distribuirlo l’anno prossimo; nel frattempo stiamo lavorando ad un’altro grosso progetto sempre cinematografico ma ne sentirete parlare solo verso la fine dell’anno.
Nel mentre continuo a seguire le mie start-up ed a breve inizierò un interessante progetto con l’agenzia di management, ma ancora non posso dire nulla. Magari la prossima volta.