MANUEL LOMBARDO SI RACCONTA,”IL JUDO E’ UNO SPORT POVERO PER RICCHI”

Manuel Lombardo nasce il 4 dicembre del 1998 a Torino, sin da piccolo si appassiona al Judo e grazie alla sua spigliatezza negli anni riesce a ritagliarsi uno spiraglio nel mondo dei grandi vincendo il mondiale junior nel 2018.
La sua storia narra di sacrifici,quelli che non vengono raccontati espressi e dichiarati, come le analogie della vita, la sua molto legata al karma e al voler essere scaramantico in determinate occasioni come, quella pre mondiale 2019 dove a ventisei giorni dalla partecipazione si rompe la mandibola, ma, non finisce qui nel 2021 dopo esser riuscito ad arrivare ai mondiali come numero uno del ranking si ritrova a due settimane dall’evento prestigioso con un altro infortunio, questa volta si tratta della mano sinistra ma karma vuole che sino alla finale incontrerà avversari con presa contraria alla sua lesione alla mano.


Manuel quale rapporto hai con il Giappone?

E’ un rapporto particolare, nel 2019 durante il mio primo mondiale da senior penso mi sia stata tolta una medaglia importante, sono passati tre anni e le emozioni sono state tante, non posso dire che è un odio sicuramente, è stato un primo momento dal quale ho imparato tanto.

Poi, con il covid è cambiata la tua programmazione…

Si con il covid, quello del 2019 doveva essere l’ultimo mondiale pre olimpiade,ma la sorte ha voluto che se ne disputasse un altro, e nel male ho ricevuto un altra possibilità dal quale ne sono uscito con una medaglia al collo, il karma è stato dalla mia parte.

A Tokyo durante l’olimpiade cosa è successo ?

Le aspettative erano tante se pensiamo che io avrei dovuto cambiare categoria l’anno dopo l’olimpiade nel 2020 forse,in questo caso le cose non sono andate come me lo sarei aspettato visto anche che venivo da un anno nel quale avevo vinto gli europei,la medaglia mondiale e poi ero la prima testa di serie.
Quando ti trovi sul tatami è sempre una sfida nuova, non sai chi ti puoi trovare davanti e con quale potenziale.
Nella finalina per il bronzo le cose non sono girate ed è dispiaciuto tanto,anche perchè il Coreano in precedenza l’avevo già battuto due volte e in quell’occasione qualcosa non ha funzionato.
Stiamo lavorando per Parigi 2024 con un obbiettivo in testa,vincere.

Cosa pensi ti abbia aiutato a superare il momento post olimpiade?

Il rovescio della medaglia dell’olimpiade spostata di un anno e la riduzione del ciclo olimpico in vista di Parigi, quello che mi motiva tanto è non vederla così lontana, questa estate inizia la qualifica olimpica e non mi fa dimenticare quello che è successo.
Dopo Tokyo ero rassegnato diciamo, poi nei mesi successivi sono riuscito a sfruttare per carburare e introdurmi al meglio nella nuova categoria di peso, i 73kg.

Ma parliamo di te, pensi che l’università ti aiuti nel tuo percorso ? E quali sono i tuoi obbiettivi a tal proposito?

Sto aspettando di sistemare il calendario,dopo essermi diplomato alle superiori in ragioneria il mio obbiettivo è di continuare con economia e cercare anche un post carriera.
Non ho ancora pensato a cosa fare dopo “last dance”, è ancora presto, ma una cosa che mi differenzia da alcuni miei colleghi e che non sono sicuro che la mia vita post judo possa portarmi a divenire un grande allenatore, sono due mestieri totalmente differenti.

Un ciclo olimpico consuma tanto da un punto di vista psicologico,per tornare sul tatami devi attraversare un momento di disintossicazione, e come quando hai una canzone preferita e la ascolti talmente tanto che arrivi a odiarla.
Non do per scontato che quando la mia carriera terminerà riuscirò dal punto di vista mentale a essere in grado di riuscire a aiutare qualcun altro.

Manu ma…il double di coppia su TIK TOK con la Marti? Come è nato

Non sono mai stato un fanatico di Tik Tok, un giorno lo apro e mi ritrovo duecento notifiche senza caricare nulla, mi avevano dato il verificato e allora dissi.. ma,carichiamo qualcosa
Inizia con reel di viaggi e repertorio, vedevo che comunque andavano e allora decisi di fare qualcosa di più ironizzato, qualche scenetta.
Dedico cinque minuti dopo l’allenamento e cerco di farne qualcuno in modo da averne già pronti, ma non programmo mai nulla.

Quale è il tuo rapporto con la famiglia?

Vorrei vederli un po di più, sono spesso in giro per il mondo
Negli ultimi mesi li ho visti gli sono stato più vicino, noi siamo una famiglia normale.
In palestra si dice che il judo è uno sport povero per ricchi, è una disciplina minore ma i miei hanno speso un sacco di soldi, ricordo la prima gara del mondiale vinta del circuito IJF valida per il circuito olimpico pagata a spese mie, Lombardo vince era facile da scrivere ma non da vivere.
Quello è stato il meno, bisogna pensare agli anni prima quando ero cadetto o under 18 e le spese erano caricate sulle spalle dei miei tra viaggi, allenamenti
Con l’inserzione del covid anche i tamponi sono stati un costo aggiuntivo.
Post pandemia si sta facendo fatica a ripartire, le gare costano sempre di più, oltre a quello che abbiamo elencato ci sono costi che non sono più indifferenti e non tutti riescono a permetterselo.

Pensi che comunque il Judo sia una disciplina poco valorizzata?

Assolutamente, spesso ci si dimentica che pur essendo sport minori e comunque nella cerchia di sport di combattimento, lo sport olimpico è ritenuto dilettantistico.
Sulla carta io vengo ritenuto parte dell’esercito anche se sei giorni a settimana mi alleno e sono un olimpionico, il sistema in se ha una falla.
Conosco gente che anche essendo forte non riesce ad arrivare per la parte economica, bisognerebbe essere valorizzati dalla federazione, ma in questo momento non ci sono i mezzi per farlo.

Per concludere Manu, pensi che la tua crescita sia stata influenzata anche da delusioni personali ?

E’ difficile separare le delusioni personali da quelle sportive, quando dedichi la tua vita a un obbiettivo e fai rinunce e sacrifici e poi il risultato non arriva, gira tutto intorno a esso.
Tu sei campione d’Europa in carica, arrivi secondo al mondiale, una medaglia l’avessi fatta in qualsiasi altro anno saresti stato trattato come dio sceso in terra, arrivi all’olimpiade e non arriva quello che ti aspetti.
La percezione di ciò che hai fatto prima viene a mancare,si distacca da quello che hai fatto.
Non è stato facile, una delusione come quella dell’olimpiade non l’avevo mai provata.
La percezione cambia, l’unica medaglia che manca è quella dell’olimpiade e dovrò comunque aspettare tre anni, cambiando categoria mi aspetto sicuramente una concorrenza maggiore ma sarà di stimolo per cercare di raggiungere il migliore dei risultati.

Un ringraziamento speciale va Mattia Bigi,socio e CEO della catena di ristoranti Umami e a tutto lo Staff che, per questa speciale occasione, hanno ospitato me, il campione Manuel Lombardo e il fotografo Stefano Rubino nel nuovo ristorante di Torino quinta apertura della catena UMAMI Taste Experience, https://www.umamisushi.it/ dopo quelle di Seregno, Monza, Fornentera e Porto Cervo.