Marla,l’inno alla gioia e la musica

La cultura del volersi sentire liberi, un modo per esternare le propia emozioni e sentimenti.
Ognuno ha il proprio metodo e la propria tecnica, oggi vi raccontiamo la storia di Marla, giovane artista sognatrice, ama sentirsi libera, scrivere e cantare.
Una voce di altri tempi, testi racchiusi da emozioni e sentimenti appesi e ripresi che racchiudono la sua personalità

Marla, ci racconti come nasce la tua passione?

La mia passione per la musica nasce avvicinandomi alla cultura hip-hop. Vengo da Pesaro dove questo movimento e ben radicato, sentivo la necessità di esprimermi e ho usato come mezzo la musica. Per questo motivo direi che più di essere un modo per sviare il mondo, è proprio il mio modo per affrontarlo. Fare musica mi aiuta tante volte a realizzare determinati aspetti di me stessa che altrimenti farei più fatica a cogliere, in più mi da modo di raccontarmi. Nelle mie canzoni voglio raccontare esperienze, parlare di quello che sento, senza filtri e senza imposizioni, perché è quello che mi piace anche ascoltare. Mi piace sentire una brano e ritrovarmici.

La musica per te è un modo per esprimerti?

Diciamo di si, è un inno al trovare sé stessi, che è poi sinonimo di libertà. Quando ho scritto Quasi a casa ero a Milano da un anno circa e, se da una parte mi mancava tremendamente casa, dall’altra sentivo di aver trovato quello che stavo cercando da sempre. Ho girato tanto prima di trovare la mia strada e una volta trovata, mi sono sentita “a casa”. Ho il vizio di dare un taglio netto a tutto quando non mi fa più stare bene, ma questa volta era diverso, lasciavo le mie sicurezze perché ne avevo trovate delle altre. Così ho pensato di scrivere una canzone per spiegarlo, “non vi sto lasciando, sto solo rincorrendo i miei sogni”.

Cosa cerchi di portare tramite i testi ?

Ogni volta sono emozioni diverse, dietro ogni mio testo ci sono dei fatti, delle situazioni, della vita, quindi le emozioni che esprimo cambiano di testo in testo. Sicuramente, una cosa che mi capita spesso, è descrivere dei sentimenti che realizzo veramente, solo una volta conclusa la scrittura. E’ una cosa pazzesca che mi succede spessissimo, scrivo durante un blackout e tempo dopo realizzo cosa provavo e cosa volevo dire in quel momento.


Quanto pensi sia importante racchiudere la personalità nei propri lavori ?

Tantissimo, anzi, penso sia fondamentale e quasi imprescindibile. Farei molta fatica a scrivere qualcosa che non mi appartiene o che non sento. Non dico però che sia obbligatorio, ci sono tanti artisti che magari lavorano in modo diverso dal mio e che comunque apprezzo.

Ma suonare in pubblico cosa ti fa provare ?

Purtroppo causa Covid è tanto tempo che non salgo su un palco. Sicuramente molta adrenalina e anche un po’ di ansia, che però scompare in fretta. Spero di ricominciare presto con qualche live.

La musica è uno sfogo, ma prova anche stress ?

Decisamente si, lo chiedi alla persona giusta. Pur troppo fare musica spesso vuol dire anche confrontarsi con il mercato musicale, che mi provoca stress. Ho iniziato a fare musica solamente per me stessa, chiusa in uno studietto dove non avevo nessun tipo di pressione e di confronto, adesso cerco comunque di vivermela serenamente ma ammetto che sento un po’ di stress addosso. Pur troppo molte volte, il mercato musicale, focalizza troppo sull’immagine e sui numeri, poco sul contenuto.
Pensa che la sua personalità incida positivamente sul suo modo di essere fluido ?
Diciamo che la mia personalità è un po’ una doppia personalità, se tante volte mi spinge ad essere molto fluida, altre volte mi ostacola e si impone in modo abbastanza severo. L’essere fluida musicalmente, per quanto mi riguarda, non è una scelta ma un modo di essere. Ho sempre ascoltato tanti generi diversi e ho sempre avuto tante influenze, questo alle volte mi porta ad uscire dai binari del mio progetto e a perdermi un po’. Per questo motivo ho una personalità più severa che mi bacchetta tanto, ma che mi mantiene in equilibrio.