Martina Quattrone,la dea del Giro

Redenzione,a volte bastano pochi gesti per capire di poter cambiare o poter divenire un altra persona, ma ne servono altrettanti per comprendere la direzione

La storia di Martina è una di quelle da scoprire, tifosa dell’Atalanta, amante delle due ruote e delle cose semplici

Non c’è una vera e propria partenza, la passione per il ciclismo viene sviluppata grazie al padre
Sino quando nel 2016 non le venne chiesto di lavorare per la carovana del giro, accettando l’incarico si inserisce nel pieno della manifestazione.
Grazie a fan e persone sulla strada nota quanto l’andrenalina nel corpo era molta, dall’anno dopo la troveremo con RCS Sport a fare l’ombrellina alle gare classiche sino al 2019.

Dal 2020 cosa è cambiato ?

Nel 2020 mi hanno alzata di ruolo: sono diventata responsabile delle Hostess e Miss del Giro, occupandomi di tutte le attività di partenza e di arrivo.
Di anno anno mi sono appassionata al mondo del ciclismo, e sono sempre rimasta affascinata come il primo giorno di quello che questo sport può regalarti!
Ah, mi sono talmente presa di questo sport che mi sono finalmente comprata una bici da corsa! Chissà se l’anno prossimo mi vedrete in linea di partenza con la tuta al posto che con la divisa. Ma vedendo le mie doti sportive penso proprio di no!

Ha studiato comunicazione, quanto pensa che abbia inciso nel suo cammino

Mi sono laureata in scienze della comunicazione e ho fatto un corso professionale di due anni in management e organizzazione di eventi.
Ho iniziato a lavorare per gli eventi come hostess quando avevo 18 anni , ho fatto tanta gavetta e nel frattempo ho iniziato a lavorare anche per ScuolaZoo Viaggi come animatrice. Questo mi ha aiutata tantissimo ad abbattere la mia insicurezza portandomi a rapportarmi e a comunicare più liberamente con la gente.
L’università devo essere sincera, non ha inciso e non mi ha aiutato in particolar modo sul mio cammino.
Mi ha sicuramente aiutata ad affrontare situazioni difficili soprattutto per il fatto che non sono mai stata una fan dello studio, ma mi ha insegnato ad affrontare e a non arrendermi davanti alle difficoltà
La gran parte del lavoro che ha costruito il mio cammino nel mondo degli eventi è stata l’esperienza sul campo, assolutamente.

Si parla spesso di foto, ma del suo aspetto professionale poco, ma oltre il ciclismo come vede la dea?

Ha ragione, parlo poco del mio aspetto professionale.
La gente mi vede sempre in giro per il mondo e mi chiede sempre che lavoro faccia.
Il mio problema è che faccio tantissime cose e comunicarlo e farlo capire alla gente non è semplice.
Attualmente ricopro ruolo di responsabile al Giro, responsabile staff di ScuolaZoo (sono stata alzata di ruolo anche nel campo viaggi), social manager di un’agenzia immobiliare e micro influencer.
Diciamo che la mia testa è un motore che non si ferma mai.
Ma comunicarlo tramite i social è difficile.
Mi sono fermata quest’anno con la televisione, sia per motivi di covid che organizzativi e per questo mi sono allontanata un pò dalla Dea, ma la seguo sempre.
Quando ho iniziato a lavorare per Bergamo TV nel 2018 l’Atalanta era a terra. Piano piano ha iniziato a rimontare e a diventare una delle squadre più forti in classifica. Chi mi seguiva in tv mi definiva “coccinella dell’atalanta” perchè da quando ero arrivata l’Atalanta ha iniziato a prendere piede tra i primi posti.
Penso che non ci sia niente da aggiungere, la Dea è tra i primi posti ed è una vera forza della natura.
Sono veramente orgogliosa della squadra della mia amata città.

Martina che rapporto ha con la corsa rosa ?

Ho un bellissimo rapporto.
Come dicevo nella prima domanda non appena si avvicina Maggio rinasco. La corsa rosa è uno degli eventi più grossi nazionale che solo chi può viverlo può capire di cosa sto parlando.
Per quasi un mese sei totalmente inglobato da un atmosfera bellissima: la gente sui balconi, i bambini che corrono e ammirano a bocca aperta i ciclisti scongiurandogli un autografo, i vecchietti simpatici che esultano ad ogni ciclista, dal più conosciuto a quello meno.
Ci sono dei giorni in cui ti senti stanchissimo, ma non appena vedi la gente sorridere e i ciclisti che tagliano la linea di arrivo, ti da una carica emozionale che ti ricarica inspiegabilmente.
Vivere la corsa rosa è un’emozione indescrivibile.