Matteo Dorotini sulla cresta dell’onda

Un onda, uno scoglio la passione di Matteo Dorotini verso il kite surf nasce verso i sei anni,quando si approccia per la prima volta verso il mare facendo vela, all’inizio con qualche paura verso le due forze maggiori, ma placate subito dopo qualche uscita grazie all’allenatore Luigi De Filippo.


Quel farsitrasportare,
non era più solo un farsi trasportare dalla paura ma dominare sugli elementi ponendo i due anni successivi alla vela e ottenendo dei buoni risultati.

IL kite e Venezia, hanno un collegamento speciale,la spiaggia, quel del lido di Venezia dove la madre lo portava sempre a vedere questi “matti” così definiti da Matteo (ndr ride)
saltare e surfare le onde con degli aquiloni a lunetta (i kite).

Amore e pace, il giovane trova subito un collegamento con il kite, venendo da due anni di vela con al differenza di essere più estremo, ci vorrà tempo comunque per vederlo surfare,causa forze maggiore fino ai dieci non lo vedremo “protagonista”,da li per, cambio tutto.

Matteo, cosa significa per te surfare?

Per me surfare è tutto ,mi da la mia pace interiore specialmente in un momento difficile o una giornata storta mi da un sorriso, possiamo dire che è la mia valvola di sfogo, sono veramente grato a le persone che mi hanno aiutato ad imparare e specialmente ai miei genitori che hanno fatto sforzi incredibili per farmelo fare. Lo ammetto questo sport mi ha cambiato .

Cosa comporta essere un professionista?

Essere professionista comporta tempo, dedizione ma soprattutto sofferenze perché nessuno e li per il caso chi vince magari lo vedi con un sorrisone a 32 denti piangendo di gioia ma per arrivare li molte,e lo dico da rider, molte sofferenze fisiche, crolli mentali, gente che non crede in te, che ti cerca di infrangere i sogni; insomma e pieno di scalini da superare ma poi le cose arrivano e solo girandoti a guardare il percorso che hai fatto puoi dire cazzo l ho fatto da solo e ti senti invincibile.

Pensi che i viaggi abbiano stimolato il tuo percorso?

Ogni viaggio è un avventura da scoprire credo che viaggiare mi abbia insegnato veramente tante cose e non sto parlando di trick in kite ma di insegnamenti di vita, conoscere le lingue e avere una visione interculturale delle cose

La tua personalità pensi incida sul tuo lavoro?

Credo di potermi definire una persona fuori dagli schemi ad esempio quando tutti gli altri bambini giocavano a calcio o a giochi “normali” io pensavo completamente ad altro come legare le barche immaginarie, andare sullo skateboard, fare le cose spericolate, pensavo completamente ad altro; per il resto fuori dal mio sport pratico surf,wakeboard,skateboard,snowboard forse anche altro ma tutto basato su una tavola e il rischio. D altronde che gusto ce senza rischiare.

Il Brasile pensi ti abbia dato tanto?

Come miglior posto per fare questo sport Brasile e decisamente perfetto per qualsiasi tipo di allenamento, in base a dove ti muovi per la costa prendi onde più o meno grandi o vento più o meno forte decisamente allenante