Natascia Mercurio,Natybtw si racconta

Natascia Mercurio,in arte Naty è una giovane fotografa e filmaker classe 96’con una passione spropositata verso la fotografia,che, arriva nel 2011 quando a 14 anni prende in mano la prima macchina fotografica e essendo crescita in Calabria inizia a fotografare paesaggi sia di mare che di montagna, ma nell’arco di poco tempo capisce di doversi ampliare e di dover focalizzarsi anche su altri soggetti.

Il periodo di adolescenziale, la giovane si appassiona fortemente e ricerca tutti i metodi per riuscire a espandere la sua fotografia e, essendo appassionata di ritratti iper realistici ricerca e inizia a frequentare eventi, ricercando la cura in ogni dettaglio.

Naty,ci racconti il seguito?

Subito dopo il diploma da grafica pubblicitaria, nel 2016 mi sono trasferita a Milano per iniziare il mio percorso lavorativo come graphic designer e ho iniziato a lavorare per 4 anni consecutivi presso un’agenzia pubblicitaria fino a diventare un’Art Director. Esperienza che mi ha permesso di formarmi a 360° in tutti gli ambiti, dall’arte al marketing. Ad un certo punto della mia vita però, durante questi anni, diciamo che mi sono sentita come se scattare foto normali non fosse abbastanza. Mi sono avvicinata da due anni ormai, solamente 4 mesi prima della pandemia, alla fotografia di strada e ai ritratti creativi di moda e finalmente sento di comunicare qualcosa di importante attraverso le mie immagini. Credo tutti questi anni siano serviti a capire me stessa in primis per poi riuscire finalmente ad esternare il tutto.


Quindi quanto reputi importante far arrivare un concetto?

Preferisco definirmi come una narratrice, poiché la fotografia e il cinema raggiungono il loro apice quando sono soliti raccontare grandi storie.
Gran parte del divertimento deriva dal giocare con la luce e il colore trovando l’abbinamento perfetto tra i toni caldi e freddi, assecondati da un’immagine visivamente forte per trasmettere emozione, catturando momenti reali della vita quotidiana trasformandoli in scene da film. Mi diverto inoltre a creare ritratti cinematografici che ti portano in un mondo cyber-parallelo.

Pensi che i colori che cerchi di trasmettere facciano parte della tua personalità ?

Credo che la felicità e la tristezza siano insiti in tutti noi e sento molto vicina a me il blu, poiché esprime sia gioia che dolore in base all’atmosfera in cui è calato.
Ecco perché amo giocare con i colori, hanno tutti una teoria molto potente.

A proposito di colori, quelli forti come il blu o il nero cosa cercano di far incidere ?

La perfetta calibrazione dei miei colori che sono essenzialmente il blu, l’arancione e il nero riescono a catturare l’attenzione. Questo perché il nero di per se racchiude la scena, il blu penetra e crea atmosfera mentre l’arancione riscalda e fa esaltare il soggetto.
Quali sono le storie che cerchi di trasmettere tramite immagini e frame ?

Le storie della vita quotidiana sono quelle che cerco di catturare poiché credo che siamo tutti un po’ troppo abituati a vivere assiduamente la vita quotidiana che ci dimentichiamo di vedere il bello nelle piccole cose, nei momenti che sono veramente ad un passo da te. Il bello della Street Photography è appunto questo, dare vita alla strada che ci circonda.

Racchiudere storie fa parte del tuo dna ?

Raccontare a racchiudere storie fa parte del mio modo di vivere e essere ormai. E’ diventato essenziale, ed è un po’ come se fosse un’urgenza il fatto di dover comunicare questi momenti di emozione pura.

Hai trovato analogie tra lo scattare e produrre video ?

Credo che il mondo del video mi abbia aiutata nel comunicare al meglio le emozioni anche attraverso un’immagine poiché un frame è composto da una miriade di caratteristiche che ti permettono poi di esternare al meglio la propria visione. Attraverso i miei video dunque, trasformo ogni singolo frame in una sequenza immagini che si muovono in larga scala, come se fosse un’estensione evolutiva dell’immagine ferma di per se.