Nicolo’ Rinaldi e quel senso di leggerezza

Una passione oltre limiti, Nicolo’ Rinaldi fotografo genovese fa trapelare la sua creatività sin dai primi anni di vita senza mai riuscire a trovare uno strumento totalmente efficace.

Prima con il disegno. Ammette che il primo strumento a essere arrivato è stato il disegno iniziando a scarabocchiare su quaderni ma capendo sin da subito di non essere dotato.

Quell’inizio a strati, un giorno prese in mano la vecchia macchina fotografica di papà, una Olympus datata, guardando attraverso il mirino si rese conto che poteva essere il miglior modo per raccontare storie e trasmettere emozioni.


Quelle immagini diventate arte.

Dedicando ogni singolo minuto del suo tempo libero e informandosi sulla natura dello scattare e la selezione attenta,vivendo costantemente con una fotocamera in mano nel vero senso della parola, cercando di coglier l’attimo e rappresentare la sua personalità

Cosa cerca di trasmettere tramite le sue foto

Nel corso degli anni, il mio scopo di fare fotografia è cambiato. Forse è più corretto dire “è maturato”.
Sin dall’inizio del mio percorso ho sempre visto la fotografia come un mezzo per creare immagini esteticamente perfette, dedicando particolare attenzione alla composizione, l’utilizzo dei colori e della luce.
Oggi posso dire di aver cambiato modo di utilizzare questo strumento, non dedicandomi più esclusivamente alla ricerca estetica, ma soprattutto al contenuto.
I progetti che sto portando avanti negli ultimi mesi infatti, sono tutti progetti di street photography e fotografia documentaristica volti a descrivere un posto, una storia, un evento o un’emozione.

I social pensa abbiano influito sul suo progresso?

Inizialmente, sicuramente si.
Essere continuamente bombardato da immagini bellissime ti mette in competizione, e seppur io sia un sostitore della competizione, perchè stimola a dare sempre il proprio massimo, quella che si crea sui social, è una competizione malsana.
Si è in gara incessantemente, con tutto il mondo, con persone le cui possibilità ed il contesto in cui vivono sono completamente diversi dai tuoi.
Questo può portare a sentirsi sempre in ritardo, sempre in errore, mai veramente all’altezza: e alla lunga può pesare.
Ho passato diversi anni alla continua ricerca del “banger shot”, la fotografia d’impatto, esteticamente perfetta.
Tutto questo, solamente per aggiudicarmi più like o garantirmi la pubblicazione su pagine molto seguite.
Anche la mia tecnica fotografica è stata plasmata: mi sono abituato a scattare fotografie prevalentemente con orientamento verticale, proprio perchè queste vengono visualizzate meglio sugli smartphone e quindi vengono mediamente più apprezzate (in antitesi alla filosofia dei grandi maestri le cui fotografie sono quasi sempre orizzontali e rigorosamente in bianco e nero).
Negli ultimi tempi, ed in questo, la fotografia analogica mi ha aiutato, ho deciso di smettere questa continua rincorsa, prendedomi il mio tempo e pensando di più al significato di ogni immagine.

Cosa si cela dietro a ogni scatto

Ricerca.
E per ricerca non intendo solamente lo studio relativo a tecniche fotografiche ed attrezzatura.
Quelle sicuramente sono competenze essenziali all’inizio, ma una volta acquisite quelle capacità, bisogna saperle utilizzare per approfondire il contenuto dentro le proprie immagini.
Per farlo, io utilizzo strumenti come il cinema, i libri, ma soprattutto guardo i lavori di altri artiti, dei maestri della fotografia del passato (personalmente, i lavori dei fotografi dell’agenzia MAGNUM sono tra le mie fonti d’ispirazione preferite).
Ma non ci si deve limitare al guardare.
Bisogna analizzare ogni progetto, ogni singola immagine va studiata: la composizione e le geometrie al suo interno, i colori, il soggetto ed il contesto.
Lo studio approfondito delle immagini ti permette di archiviarle ordinatamente dentro a dei cassetti nel nostro cervello.
Non vengono dimenticate, nel momento giusto, quando ci troveremo davanti ad una situazione interessante ed in qualche modo simile a una delle immagini che abbiamo archiviato, il nostro cevello utilizzerà quel backup per emulare quella fotografia, o almeno avere uno spunto rendendola più accattivante.

Pensa che Genova le abbia dato la spinta in più?

Sicuramente una città come la mia, Genova, con il suo centro storico, i monumenti, il mare ed i tramonti, non può che stimolare la creatività di un artista. Ne sono testimoni le decine di cantautori, poeti e artisti d’ogni genere.
Personalmente ciò che aiuta di più la mia creatività ad emergere, è il mare.
Che sia d’estate o d’inverno, il suono delle onde e la vista del’acqua in continuo movimento, mi schiariscono le idee.
Avere poi una terra così variegata a portata di mano è sicuramente molto stimolante, personalmente ed artisticamente: in meno di un’ora si può passare dal mare ai monti, usufruendo di un territorio che permette tantissime tipologie di attività.

C’è un progetto alla quale è più legato, se si perchè?

In ogni progetto che porto avanti metto tutto me stesso, energie, tempo e denaro.
I due progetti a cui sono attualmente più legato, riguardano due argomenti diversi:
il primo è un progetto fotografico. Si chiama “TOURIST TSUNAMI”, è una collezione di fotografie raccolte durante l’estate 2021 con lo scopo di documentare il fenomeno del turismo di massa in Italia.
La scorsa estate infatti, ho scelto di viaggiare solamente dentro i confini italiani, visitando i luoghi più famosi del bel paese. Così è partito il mio tour alla ricerca del turismo di massa ed i suoi soggetti caratteristici: Roma, Venezia, Firenze, Pisa, Portofino, Cinque Terre, Milano, Napoli ecc.

Il secondo invece, si chiama “PHOTOTALK” e più che un progetto, è un movimento. Quella del PHOTOTALK è un’iniziativa nata come uno svago: ogni giovedì sera mi trovavo con amici, conoscenti o sconosciuti aventi la mia stessa passione, per confrontaci, parlare e intrattenerci.
Questo incontro settimanale con il passare dei mesi è diventato sempre più solido e ha generato una community Telegram di circa 250 persone.
Il 02 di dicembre il talk si è trasformato un evento live al caffè degli specchi di Genova, dove la community si è potuta riunire per una serata piacevole di confronto e dialogo.
Il sold-out fatto a Genova mi ha stimolato a realizzarne altri: il 2022 sarà ricco di nuovi appuntamenti, quindi stay tuned !

Viaggiare l’ha stimolata nel trovare nuove sensazioni ?

Il mio primo impiego lavorativo, svolto dai 18 ai 23 anni, mi ha permesso di viaggiare molto in diverse parti del mondo che avrei avuto difficoltà a vedere altrimenti: Giappone, Australia, America ecc.
Vedere questi luoghi, seppur in finestre di tempo molto limitate, mi ha aperto la mente, permettendomi di conoscere culture diverse.
Questi viaggi hanno alimentato la mia curiosità, che mi ha spinto a continuare ad esplorare anche nel tempo libero: per diversi anni ho visitato luoghi a me ancora sconosciuti, trekking tra i monti con gli amici e viaggi all’insegna dell’avventura tutto questo sempre con la macchina fotografica al collo, per documentare le mie esperienze e condividerle.
Purtroppo negli ultimi anni la mia voglia di viaggiare è stata limitata dalla pandemia, ma incomincio a vedere la luce in fondo al tunnel ed io sono già pronto per ripartire.
Tra le mete nella wishlist però non ci sono più le terre selvagge dell’islanda o le scogliere di Madeira (che prima o poi vorrei comunque vedere), ma c’è New York, Parigi, Londra e Tokyo, metropoli in cui portare avanti i miei progetti di street photography.


Cosa ne pensa del suo progresso artistico

Il percoso di crescita artistica è davvero difficile da analizzare. Forse è più facile vedere ed studiare quello degli altri, piuttosto che il proprio.
Ad oggi posso affermare che sento il bisogno di condividere con gli altri delle emozioni più che delle belle immagini. Per questo motivo la street photography mi affascina particolarmente: con una buona fotografia si può far riflettere, si può ingannare la mente… se si è davvero bravi, si possono stimolare emozioni forti, come la commozione o la risata.
I miei ultimi progetti sono ancora inediti, ma in futuro desidero pubblicarli e/o stamparli.
Alcuni sono stati presentati e selezionati a dei concorsi fotografici internazionali, non mi rimane che attendere il risultato ed incrociare le dita !