Oltre le onde del mare, il connubio tra il ciclismo e l’amore

Una passione di famiglia, un emozione che si cela dietro a ogni onda e ogni giorno che cala il sipario Luca Bettini Fotografo sportivo coltiva la passione verso il voler catturare immagini grazie a papà Roberto.
Come nelle favole, duranti i temi a scuola scrive sempre alla fine che vuole divenire fotografo come il papà, grazie alla passione, al lavoro e al fatto di essere se stesso, inconfondibile con con quei ricci si fa spazio tra i grandi del panorama.

Propio perché sono diventato “fotografo come papà”, eccomi nel mondo del ciclismo. Lui ha iniziato nel 1975 e adesso stiamo portando avanti insieme l’azienda di famiglia che orbita nello specifico e solamente nel ciclismo professionistico.

Ciao Luca ma,a scuola come andavi?
Non sono mai stato uno studente modello, soprattutto nei primi anni di scuola. Alle superiori invece, avendo scelto un indirizzo con materie di mio interesse e che stuzzicavano la mia attenzione, le cose sono cambiate. Penso che se si ha voglia di imparare e soprattutto si studia qualcosa che veramente ti interessa e ti appassiona, non è mai troppo pesante.

A proposito di foto, quali sono gli angoli di diversa ripresa tra il fotografare da bordo strada e in moto ?

Ci sono tante differenze e il più delle volte questa scelta è data dal tipo di servizio che si offre ai propri clienti. Seguire le gare in moto vuol dire “vivere” la competizione insieme ai ciclisti ed essere al centro di tutto quello che succede. Si ha più possibilità di variare le immagini, azioni di gara, panoramiche, ci si può spostare dalla testa alla coda del gruppo. Essere in moto ti permette quindi di avere la copertura completa di quello che succede in corsa.
Scattare in punti “strategici” invece vuol dire che la scelta deve essere ben pensata e ragionata; con questa soluzione non si hanno molte possibilità di scatto e quelle che si scelgono devono essere perfette. Per certi punti di vista è più facile trovare “la bella foto” in quanto anticipando di molto la corsa, si ha più tempo per cercare lo scorcio o l’inquadratura migliore, ma come detto è tutto rapportato al tipo di servizio commissionato.

Come sei riuscito a superare la pandemia ?

Sicuramente questi due anni di pandemia sono stati molto particolari. Da marzo 2020 dopo essere rientrato da Abu Dhabi, tutte le corse erano state cancellate o posticipate e sono rimasto a casa per più di quattro mesi. Da un certo punto di vista mi sono concentrato su mia moglie Giulia che era incinta di Giacomo e su tutti i lavori di casa che non si ha mai il tempo di fare. Abituato a viaggiare ed essere sempre in movimento, è stato un periodo impegnativo mentalmente ma poi anche economicamente visto che molti contratti sono saltati o ri-valutati. Fortunatamente nel mio campo da Agosto siamo ripartiti, seppur con le mille difficoltà del caso, riprendere era la cosa più importante!

Nella tua testa hai una foto incisa ?

Penso che sia lo scatto dell’esultanza del quartetto Italiano maschile dopo la vittoria dell’oro olimpico nell’inseguimento su pista a squadre a Tokyo. Le emozioni Olimpiche dopo una medaglia d’oro hanno tutto un altro peso. La fortuna del mio lavoro è soprattutto quella di poter conoscere e avere un rapporto di amicizia con gli atleti e veder vincere la medaglia d’oro ai quattro ragazzi in pista è stata sicuramente una grandissima emozione. In realtà alla sera ho dovuto riguardare il video della gara finale per godermi a pieno quella grandissima vittoria; quando scatto cerco di rimanere concentrato su quello che sto facendo senza farmi tradire dalle emozioni.


Ma, negli ultimi anni quanto si è evoluto il mestiere di Fotografo ?

Negli ultimi 10 anni il lavoro del fotografo sportivo è cambiato radicalmente. Ora le immagini sono richieste dai clienti e dalle testate Live durante i vari eventi. Questo porta ad avere non solo un fotografo sul campo durante la manifestazione ma anche un editor che, dal desk, elabori e diffonda le immagini. Tutto questo è possibile anche grazie alle fotocamere che ci permettono di poter lavorare con le migliori tecnologie.